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Anche
nella casa più moderna un bel tappeto vecchio gioca un ruolo da protagonista:
ricco di storia, evocativo, ma soprattutto caldo; definisce lo spazio
e personalizza l'intero arredamento di un ambiente. Un complemento veramente
importante, anche perché è un acquisto "per sempre", diventa uno dei punti
fissi della nostra vita, che ci accompagna da una casa all'altra, addirittura
da una generazione all'altra. L'arte del tappeto, poiché di una vera e
propria espressione artistica si tratta, si è sviluppata soprattutto in
Oriente, dove rappresenta il fulcro della casa o, per le popolazioni nomadi,
la casa stessa, dove si mangiava, si dormiva; contemporaneamente assolveva
a una funzione meno domestica e più sacrale, quella della preghiera.
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![]() Il rosso ruggine, caratteristico di molti tappeti, si ottiene dalle radici polverizzate della robbia, un arbusto che cresce spontaneo in gran parte dell'Oriente |
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Si possono così individuare quattro grandi ambiti produttivi: ·il contesto nomade tribale, elementare e naif, con pochi colori contrastanti ·il piccolo laboratorio di villaggio, un po' più lavorato, a disegni geometrici astratti o stilizzati e colori più variati. ·Il laboratorio specializzato cittadino, che impiega colori sempre più equilibrati fra loro e un disegno molto ricco e raffinato ·Infine il grande atelier di corte, sontuoso e sofisticato, a disegni complessi, geometrici e soprattutto curvilinei e con una ricca gamma cromatica. Convenzionalmente, riconoscere un tappeto significa individuarne la zona di provenienza. Le varie combinazioni di disegni e di colori hanno permesso di determinare tipologie decorative utili per una classificazione, ma questo non vuol dire che esistano regole fisse, poiché a uno stile non corrisponde sempre un preciso e unico luogo di provenienza. |